Il caso dei “Sindaci” di Reggio e i limiti della democrazia

Dopo aver letto almeno tre ottimi volumi su cosa sia la democrazia, quali siano le sue origini e le sue plurime definizioni dagli albori ad oggi, di una cosa mi sono persuasa: la democrazia non è un sistema rappresentativo perfetto.

Se ne potrebbero “tirare” di ragioni, dal fatto che la rappresentanza non sia realmente rappresentativa degli elettori (non solo perché chi vince non rappresenta chi non lo ha votato, ma più logicamente perché occorre tener presente anche chi si astiene, per cui, alla fine, i vincitori non sono i rappresentanti di una maggioranza, ma di quella maggioranza che li ha votati. E guardate bene che non è la stessa cosa, se si teorizza su una pratica democratica “pura”).

Per altro si potrebbe aprire la querelle di come, una volta eletti, i rappresentanti non agiscano più sulla base delle istanze degli elettori, ma di altre necessità.

Non è una sorpresa, infatti, che l’elettorato molto spesso resti deluso sulle scelte politiche degli eletti.

Su un fatto, invece, si può discutere con ragionevolezza: ovvero che la partecipazione contribuisce ad allargare i confini della democrazia e a rendere consapevoli e protagonisti i cittadini sulle scelte delle amministrazioni, per dirla in altri termini, della “governance” territoriale.

Ma tralasciando i temi cari all’urbanistica, questa riflessione mi è utile per ragionare su cosa sta accadendo nella mia città, Reggio Calabria, in vista delle amministrative del prossimo 26 ottobre.

Candidati a Sindaco, praticamente uno al giorno. A parte il primo nome noto, quello di Giuseppe Falcomatà (PD), dopo qualche indecisione iniziale, sembrerebbe che il centrodestra (FI e NCD, Raffa, presidente uscente della Provincia e Scopelliti, ex Governatore) abbia deciso di convergere in toto verso Lucio Dattola (presidente della Camera di Commercio) sostenuto fino ad ora tra le file della sola Forza Italia. E siamo a due tra gli schieramenti con chiari colori politici.

Da qui, un lungo elenco di candidati tra cui alcuni provenienti già dal mondo politico, come Aurelio Chizzoniti per il Movimento Reggio nel cuore, e il punto interrogativo di Mimmo Battaglia, già sfidante di Falcomatà alle Primarie del Centrosinistra e in area PD, che sembrerebbe volgere alla decisione di candidarsi con i moderati. E saremmo a quattro.

Poi arrivano i nomi dei movimenti di ispirazione civica, nati dalle ceneri del commissariamento e non, i cui leader hanno deciso legittimamente di portare il proprio contributo per la nuova città metropolitana.

E allora abbiamo Paolo Ferrara (Liberi di ricominciare), Giuseppe Musarella (Ethos), Francesco Antonio Scafaria (Movimento reggini indignati) e il possibile candidato della coalizione “Per un’altra Reggio” e quello dei “Verdi”. E sarebbero cinque e quattro:nove.

E Confindustria? Ci sarebbe un candidato anche degli industriali reggini, se non fosse che uno dei papabili ha pubblicamente dato forfait. Una provocazione o uno sfogo, il comunicato inviato alla stampa qualche giorno fa dal Presidente Cuzzocrea (non disponibile in tempi non sospetti alla candidatura)? Se il nome alla fine uscisse, avremmo ben dieci candidati a Sindaco, senza contare M5S che ha da poco iniziato le consultazioni. Bene, undici “papabili” per una poltrona sola. (Se ho sbagliato i conti, abbiate pietà, non sono una matematica).

Quella bollente di Palazzo San Giorgio, dove chi ci arriverà, dovrà metterci più “di una faccia” per citare l’iniziativa di un movimento in corsa per le amministrative alla ricerca di candidati persino sui social network. Anche questa è partecipazione, libertà e democrazia: “chi se la sente, si faccia avanti”, insomma.

Ecco quella della campagna elettorale sui social network, forse, ma neanche tanto, potrebbe essere il dato nuovo delle amministrative 2014.

Frecciatine, risposte a distanza, improperi e “minacce”, come quelle di un noto politico che ha minacciato bonariamente i candidati a non taggarlo su iniziative politiche, pena la cancellazione dall’elenco degli amici.

E i giornalisti? A inseguire i botta e risposta, perché anche questo (un bene o un male?) fa notizia.

Io, provocatoriamente, ma non tanto, sul mio profilo ho pubblicato questo:

Test civico. Il folto numero di candidati a sindaco a Reggio Calabria è dovuto a:

A) accresciuto senso civico dei cittadini che vogliono mettersi in gioco per la città;

B) nota frammentarietà del corpo civico cittadino;

C) scarsa o nulla identificazione con i candidati a sindaco dei più netti schieramenti politici di destra e di sinistra e dei loro programmi;

D) tutte le possibilità fin qui espresse;

E) varie ed eventuali (lo aggiungo adesso).

Di certo è che tra candidati a sindaco e liste a sostegno, ci sarà davvero da scegliere, se le cose dovessero rimanere così, fino alla scadenza dei termini.

Quasi quasi dovremmo… candidarci tutti…

E la democrazia? Vedi sopra.

Ps: So che non me lo copia nessuno, ma ad ogni modo…la riproduzione senza autorizzazione non è consentita 🙂

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Giornalista, italiana del Sud, mi piace osservare le cose e ascoltare i suoni che provengono da ogni angolo del mondo.
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