Alcolisti anonimi: «Soli davanti alla bottiglia». Quando il bere, ti fa sentire un Dio.

Foto2164Un cerchio della condivisione e della fiducia.

Le sedie tutte intorno e le storie, così uguali, così diverse, raccontano di una vita di sofferenza.

Perché l’età, il sesso, la cultura, il lavoro non conta, se sei un alcolista.

Se sei disposto a mentire, a te stesso e agli altri, «se l’alcol lo nascondi ovunque» e «se trovi una bottiglia persino nel deserto».

La riunione è quella del mercoledì, la meno frequentata, perché è infrasettimanale.

Ma stavolta si aspetta un amico che viene da lontano e c’è aria di festa.

È anche lui un alcolista, ma anche un uomo di Chiesa. La sua testimonianza è profonda e toccante.

«Ciao, io sono R1. e sono un alcolista. Sono sobrio da 13 anni. Io ho smesso di bere nel giugno del 2000. Erano le 13.30, e ho lasciato una birra a metà. Io – dice ai presenti – vi ringrazio per la vostra accoglienza, ma vi avverto, non vorrei che mi idealizzaste. È pericoloso idealizzare qualcuno. Perché se questo qualcuno fallisce, cade tutto il gruppo. Anche ricadere è molto facile, per noi basta un bicchiere e si è di nuovo nel baratro. Per questo, dopo tanti anni, dico che il cammino, i dodici passi, non è mai finito. Per uscire dall’alcolismo occorre fare sempre un passo alla volta».

C’è una paura comune, tra gli alcolisti anonimi. Quella di ricadere “nella malattia”.

«Noi di alcol non possiamo berne neanche una lacrima – dice qualcuno. Perché saremmo indotti a riprendere a bere. E in effetti, la cosa più difficile per noi non è stato smettere, ma mantenere la sobrietà».

«L’alcol ha falsato il mio rapporto con Dio – dice A. L’ho dovuto ricostruire, come tutto il resto, perché era un rapporto basato sulla menzogna. Mi ritrovavo a invocarlo in certi momenti, mentre in altri, con l’alcol, Dio sei tu. Ho fatto lunghi viaggi come religioso e come alcolista ed è triste giungere alla consapevolezza che “siamo tutti uguali di fronte alla bottiglia”. Ed è difficile ripartire, quando ti tolgono tutto, per l’alcol, mentre adesso, da sobrio guido una comunità di 50.000 anime. Passo».

«Ciao sono P. e sono un alcolista. Io nascondevo le bottiglie in posti inimmaginabili. Adesso sono 29 anni che non bevo. Non è stato facile, perché, come alcolista volevo smettere di bere, ma non ce la facevo. L’alcol mi serviva per vivere. Quando andavo a lavorare da sobrio mi tremava la mano, se avevo bevuto ero molto più sicuro di me. Ho iniziato come tanti, per scherzo, io, che odiavo mio padre per quel bicchiere di vino all’osteria. Non avrei mai immaginato che avrei fatto di peggio e ricordo con tristezza quando, entrando in un locale, il barista mi serviva il mio “solito” sul banco, senza che io chiedessi. Oggi posso dire di essere felice, perché ho voluto cambiare la mia vita. Quando sono arrivato qui, l’ho fatto perché spinto da altri, ma poi ha funzionato. Ed oggi, quando arriva uno “nuovo”, mi rivedo in lui e trovo la linfa vitale per continuare nel mio percorso ed aiutarlo nel suo. Passo.».

Ma nel gruppo A.A. di Reggio Calabria, c’è anche chi trova aiuto anche se è un giocatore d’azzardo. «Io non sono un alcolista, dice F. Io giocavo a poker. Adesso, grazie a questo gruppo, non gioco da un anno. Molti che credi amici, quando giochi, in realtà ti imbrogliano. Ma io ho un fratello che mi ha portato qui e trovo che nelle cose che raccontiamo, gioco d’azzardo e alcolismo, si somiglino molto. Io devo ammettere di giocare ancora, giusto una schedina, ma non più di 50 euro al mese. Anche io ho fatto tanti errori, ma sto cercando di rimettermi in gioco, soprattutto per me stesso».

E poi ci sono i giovani…B. e N.

B. assume alcol da quando aveva 27 anni, adesso ne ha 36. «Ho avuto paura di morire, ma qui ho trovato amici sinceri e buoni consigli. Certe cose fuori non le puoi raccontare. Anche se la famiglia ti sostiene, occorre tenere duro. Io di me ricordo di essere sempre stato con la bottiglia in mano. Adesso sto ricominciando a vivere e ad accettare me stesso e gli altri».

N., invece, ha smesso da pochi mesi, ma per uno strano scherzo del destino, lavora in un bar.

«Quando vedo clienti alzare il gomito, vorrei dirgli di smettere. Ma temo di farlo, per non essere licenziato. E per me lavorare è importante. Io ho iniziato a bere a 14 anni e ho continuato per 20 anni».

C’è un comune sentire tra gli alcolisti. È quell’impotenza di fronte al bere che ti induce a trovare al di fuori da te le ragioni per essere ubriachi. «Tu pensi che sia tua moglie, la tua famiglia, il lavoro. Invece no, sei tu che non ce la fai a resistere e che arrivi a dire le menzogne più incredibili, pur di negare la verità».

Poi c’è S. sobrio da 32 anni. «Posso dire di essere stato il fondatore del gruppo a Reggio Calabria. Nella mia vita ho cercato di smettere in tutti i modi. Sono stato in cura da psichiatri, neurologi e persino ricoverato nella capitale. Mi davano l’Antabuse, ma io bevevo e la pressione saliva a dismisura. L’ultimo bicchiere? Un Fernet Branca alle 6 del mattino. Io ho smesso grazie agli alcolisti anonimi di Roma, che pur di sostenerci sono stati qui, all’inizio, per aiutarci nelle riunioni. È stato difficile iniziare, perché in questa città, quando non c’è nulla da guadagnare, è difficile fare qualsiasi cosa. Siamo stati ospitati nella Chiesa degli evangelisti, prima di avere i locali del Comune. Noi offriamo, il nostro aiuto gratuitamente, per quanti volessero provare a uscire dall’alcolismo. L’alcolista è diverso dal bevitore sociale e noi, se qualcuno ha un dubbio, possiamo aiutarlo, o con la nostra letteratura, o semplicemente parlando».

Tra gli alcolisti anonimi (A.A.) c’è anche una donna, l’unica nella riunione di mercoledì. È lei che, in questa occasione, guida l’incontro del gruppo.

«Ciao sono L. e sono un alcolista. Nella mia famiglia tutti bevevano e io, da giovane, ho iniziato prima per scherzo, poi per abitudine, infine per necessità. Nella mia vita ho dovuto affrontare dolori e situazioni pesantissime. E quale miglior aiuto del whisky, per riuscire ad accettare ciò che il tuo cuore rifiutava? Con l’alcol, invece, riuscivo a fare tutto. Badare a mia figlia, alla famiglia, ma per poche ore, perché poi… poi non servivo più a niente. Ho smesso di bere da sei anni e raggiungere la sobrietà mi è costato moltissimo. Ho perso sogni, speranze, avvenimenti belli a cui non ho dato la giusta importanza. Ho perduto la mia dignità di donna, di sposa e di madre, per l’alcol. Perché io, come ogni alcolista, avevo la presunzione “di potere smettere quando voglio”. Ma è stato solo quando ho toccato il fondo che ho deciso di accettare un aiuto. Ma quello del Sert di Messina non mi è servito, ero più ubriaca di prima. Dopo essere stata in coma, mio fratello, alcolista e sobrio da 19 anni, mi ha portata qui. Avevo i capelli bianchi, ero vecchia e nera in viso. Durante l’incontro, ho pianto tutto il tempo, ma un potere superiore aleggiava qui, e la domenica successiva non ho bevuto più nulla».

Poi la riflessione di L. si allarga al mondo contemporaneo. «Esco raramente, ma una sera, dopo cena, ho visto molte ragazzine ubriache, stravaccate davanti a un bar, con una birra in mano. E mi sono detta che noi, forse, dovremmo iniziare a uscire all’esterno, magari andare nelle scuole, raccontando le nostre storie, che servano da monito per tutti».

Per una società anch’essa malata, che non vede, non ascolta, ma si limita, tante volte, a giudicare, a condannare, senza conoscere e capire le vere ragioni di chi si nasconde dietro una bottiglia.

I gruppi A.A. e Al Anon Reggio Calabria svolgono gli incontri, gratuiti, di mercoledì e sabato dalle ore 19.30 nella sede di Via Filippini, 50. Recapito telefonico:0965/811348

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1Le iniziali dei nomi sono inventate.

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Informazioni su emamart

Giornalista, italiana del Sud, mi piace osservare le cose e ascoltare i suoni che provengono da ogni angolo del mondo.
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10 risposte a Alcolisti anonimi: «Soli davanti alla bottiglia». Quando il bere, ti fa sentire un Dio.

  1. nicole ha detto:

    e’ difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie

  2. viviana ha detto:

    È da tanto che bevo
    Bevo per mangiare
    Sono bulimica
    bevo per saper mentire ai miei circa l’università
    Bevo per sentirmi accettata
    nemmeno i miei genitori lo fanno
    Bevo per sentirmi bella
    Sono brutta
    Bevo per non pensare più a nulla
    Sono io
    Solo io
    Quando bevo vedo
    Quando smetto di bere…
    Vedo i miei chili
    Vedo.. tutto
    E non voglio vedere nulla…

    • Lucia ha detto:

      ciao Viviana io non ti conosco personalmente però una cosa voglio dirti. Io ero un alcolista, la mia vita era diventata impossibile, bevevo per sentirmi più forte, per essere più introversa con gli altri, bevevo per evitare i problemi della vita , casa lavoro famiglia tutto questo durava da 20 anni. 9 mesi fa mi hanno licenziato dal lavoro. Ho toccato il fondo del pozzo nel quale ero precipitata. ho sentito parlare degli A.A alcolisti anonimi , vado regolarmente agli incontri . Sono felicissima di parteciparvi anche se avevo un pò di timore di essere giudicata, essendo anche molto timida, ci sono persone alle quale ti affezionerai tantissimo, con le quali dividerai i tuoi stessi problemi le tue stesse paure, scoprirai che non sei sola.. Lì troverai la famiglia l amore che ora ti manca: Il bere è un FALSO amico ti distrugge sia fisicamente che moralmente . imparerai a volerti bene, scoprirai cose belle di te che non pensavi di avere.A me danno una carica per affrontare la vita di tutti i giorni con i suoi lati belli e brutti. Prima il bere mi serviva per nascondermi da tutto ciò. ti fa vedere le cose molto più grandi di quelle che realmente sono. Ti fa vivere in un mondo IRREALE. Tu dirai : é facile per lei parlare, no non lo è. Sarà un percorso difficile pieno di insidie però quello che troverai all uscita è BELLISSIMO; ma soprattutto ricorda la vita è una sola e l alcool non è vita ma morte: Scusami se forse ti ho annoiata, ma pensaci. Se vuoi scrivimi ne sarei felice. Mi chiamo Lucia e ho 37 anni ciao,
      ,

  3. carlino ha detto:

    ciao sono carlo alcolista 47 anni agricoltore
    Gran brutta bestia l alcool, non tocco piu un goccio da due mesi .l amicizia con questo amico …bastardo penso di averlo sempre avuta.era il mio aulin per quel qualcosa che mi turbava dentro.prima perchè mi sentivo incopreso da mio padre quando ho voluto trasformare la nostra azienda in quella che oggi tutti ammirano e chiedono come abbia fatto a fare tutto questo(la fatta la persona non l alcool…).
    Poi nel frattempo il tempo passa mi sposo..ho due due bellissime creature…ma alla separazione mi aiuta ad alleviare quel dolore che mi feriva in maniera devastante avendo saputo che l ex moglie faceva cose …cose sue…ormai quasi non ricordo piu i dettagli….
    Poi arriva una svolta importante nella mia vita ..conosco una donna oltre ad essere ammaliato dalla sua bellezza esteriore,colpito giornalmente dalla sua luminosita interiore, pulita nella sostanza..anche lei con molte ferite da guarire dal suo ex matrimonio. Passano otto anni solo dei quali un po piu dell ultimo che non girava come prima…a tal punto che era convinta avessi un altra…cmq io negavo senza sapere anche a mè stesso…che non era una donna ma il mio vecchio amico bastardo che pian piano…con la sua solita delicata gentilezza mi aiutava ad alleviare le mie tensioni interne dovute solo alle grosse difficolta che la mia azienda si trovava ad affrontare come daltronde si nota in generale…in questo periodo di semi isolamento ho provato a mandare dei segnali a lei..tipo.. sai mi sto accorgendo di bere un po di piu del solito…ma vuoi perchè non penseresti mai che quel qualcuno…. solare radioso e innamorato potesse avere quel qualcosa che solo noi conosciamo bene…restiamo entrambi inermi e la situazione man mano prende una piega piu negativa..come i miei pensieri relativi al mio lavoro che nel frattempo mi riservava degl uno due che faccio fatica ad incassare e mi mettono al tappeto…
    piu le difficolta aumentavano piu richiedevo il suo aiuto…piu senza saperlo mi allontanavo da lei..piu lei andava in crisi per la mia assenza…l unico disponibile ad aiutarmi …non aveva mai un impego …mai si trovava via per lavoro…a qualsiasi ora lo chiamassi lui ti dava la sua massima disponibilita ad ascoltarti e consigliarti la solita soluzione :bevi qualcosa..vedrai starai meglio..quel qualcosacosa che ti turba dentro,indipendentemente dalla sua natura o entita lo puoi alleviare …vedrai per il momento starai meglio poi vedrai cosa fare domani ,che diventava dopodomani ,domani ancora.
    La svolta….percepisco che il mio rapporto con mio aiutante sempre pronto e in qualsiasi momento si sta pian piano impadronendo di mè quasi in toto …me ne accorgo perchè percepisco il dolore della mia donna… l affanno del nostro amore.e allora agisco….con aiuto psicologo che fortunatamente è anche cugino e lo sento vicino nel problema. Ci si trova ..tante belle parole..propositi incentivanti…che pero cadono come una foglia morta in autunno…. non riescono a far leva su e dentro di mè.Intanto parlo con lei del mio problema ma viene somatizzato in maniera come una scusa alla mia assenza nel nostro rapporto..come dire tutte cazzate..tu non sei piu innamorato di mè da due anni…
    Vi ricordo che quotidianamente dovevo come ora adempiere ai molteplici impegni di gestione che riuscivo a fare con la testa non propio a posto….
    Io cmq avevo deciso …il mio amico mi stava portando in un vortice che solo lui amava.Allora visite con dottoressa del san raffaele che dopo un mese mi propone il ricovero non perche ero alla frutta in termini di fisico,,,(dagl esami io ho il fegato di un ventenne a detta dei medici)…ma perchè, vuoi che la prassi per loro medici è quella piu immediata o forse nota la mia impotenza a reagire…
    Il ricovero non avviene anche perchè le mie magiche sorelle come due api operaie si sono adoperate per la scelta piu opportuna…il gruppo alcolisti anonimi….nel frattempo la vergogna enunciata da mè nei confronti della mia compagna mi ha chiuso..forse apettavo che fosse lei a venirmi incontro..ma nel frattempo lei si era irrigidita alla cosa e aspettava fossi io ad andare da lei per chiedere aiuto…(stiamo attenti umani..il silenzio di una persona importante nella tua vita è il DDT” quello delle mosche”di ogni forma di relazione.. mi riferisco ai vari silenzi di entrambi..)
    La prima sera a meta riunione mi domando cosa ci facessi li.. poi ascoltando e dicendo che avevo desiderio prima di tornare a casa di bermi qualcosa pur non avedo toccato niente tutto il giorno. La persona piu soft di tutti mi racconta del primo bicchiere…be dovete sapere che da quella sera li non toccai piu niente di niente…
    Succede che pero la mia donna mi lascia..non con cattiveria o in malo modo…solo che continua a dire che cosi non si puo continuare…io non faccio niente per spiegare, ma sappiamo come si sta quando l amico è ancora dentro di tè…non recepisco quasi per niente il fattore essere lasciato perchè avevo voglia di spaccare solo la faccia a quell amico che per anni mi a preso in giro..mi ha travisato nei miee pensieri…a giocato con le mie ansie facendole diventare paure di di un intensita enorme….
    Gia dopo un mese mi sembrare di essere un altra persona…comincio a fiorire lentamente…prendo coscienza di come mi sto incredulmente modificando….ma dopo un flash di una foto mi accorgo della mancanza di quella donna speciale che avevo al fianco….
    Per riconquistare terreno ..tempo…o altro che vi va di pensare ..uso il modo un po troppo duro nel dirle che le cazzate di cui è convinta lei sono tutte scritte nei vari passaggi che avevo fatto nei vari studi…lei crolla….piange…ma non mi vuole ne vedere ..ne parlare…Un persona di questo suo atteggiamento potrebbe godere per modo di dire,vuoi perchè ti sei sentito abbandonato,vuoi perchè pensi che non t ha creduto,…invece ci sto dun male …cerco in vari modi di far capire a lei certi passaggi …niente, muro ma capisco che non si era confidata con nessuno sia per sfogarsi sia per avere un confronto di vedute.( questo è un altro errore che senza volere si commette quando si viene a conoscenza di questo problema,viene definito autodifesa della propia schiera di affetti da quel qualcosa che potrebbe far vergognare di certe verita,è umano, io lo facevo con altre modalita e persone . Ma non ho minimamente pensato a chiamare il mio solito amico per farmi aiutare,sapevo che lui nel immediato aveva il consiglio giusto, diretto e risolutore al mio star male… anzi percepisco che comincia lui ad avere qualche affanno,non riesce a proporsi come al solito, lo vedo un po in difficolta all angolo.Il perchè è nel gioire ogni giorno delle piccole o grandi cose che riesco a fare, di quelle che non riesco a fare ma so che affrontero qualsiasi esse siano.Soffro per quel qualcosa chiamato da noi umani amore che non penso di aver perso ..penso abbia bisogno di tranquillita, come quando ti fai una brutta botta e devi mettere per vari giorni….
    Per concludere: avere fiducia in se stessi…
    Non avere mai paura di parlare di quello che si ha dentro….
    Se pensate di avere un amico del genere…cercate di metterlo alla porta il prima possibile…ma non chiudetela perchè nel frattempo sarete periodicamente innondati di energia ..amore per voi stessi e le persone che amate e vi amano,Loro stesse si accorgeranno non tanto di un cambiamento fisico in positivo…ma come riuscirete solo con un sorriso non piu ovattato a trasmettere attimi di vita vera.
    Un ultima cosa che ho notato da chi o è fuori dal problema o ne è dentro e fa finta di non vederlo …cmq alle persone a cui ti sei o ti rivolgi….non ghettizzate chi ne esce con definizioni tipo devi fare un percoso….sara lungo….sara difficoltoso….e vari altri modi che solo un ignorante,(non conoscente di tutto il problema della sfera alcool ),si trova a dire non con cattiveria,ma risce ad esserlo senza volerlo..
    Ogni giorno ricorda… è un nuovo giorno,con le sue cose belle e positive che ti fanno sorridere il cuore..con le sue cose meno belle o negative che bisogna affrontare e risolvere come è giusto che sia..
    Un ringraziamento ai miei genitori per avermi capito….
    Uno alle mie sorelle che mi hanno preso per le orecchie e indirizzato nel posto giusto…
    Uno alle mie figlie che mi hanno capito,accettato,e dato la carica….
    Ai vari amici che mi hanno dato una fraterna e magica pacca sulla spalla….
    A quelli che hanno parlato dietro alle spalle,che capiscano tutto questo potrebbe capitare a loro..a sua moglie…alla sua amante…a suo figlio…
    Al gruppo A.A.dove vado,dove ho trovato il vero aiuto,ma sarebbe piu equo chiamarlo amore..amore di dare a chiunque quello di cui veramente a bisogno…
    A Dio,il mio DIO,tu puoi averne un altro o non averne, che mi ha aiutato in molteplici momenti bui che tutti noi umani abbiamo,i miei lo sappiamo lui ed io…….
    A quella persona speciale di nome…… che mi ha ridato il sorriso e fatto ricominciare a battere il mio cuore piu di otto anni fa e precisamente il…..Perchè senza il pensiero di accorgermi che mi stavamo allontanando ,mai mi sarei messo in discussione e mai avrei raggiunto quello che sono adesso………………………………………………………………………………………………………………………….
    UN ALTRA PERSONA

  4. sabrina ha detto:

    L’unica cosa che mi rende felice è l’alcol, mi semplifica la vita

  5. Raffaello B. ha detto:

    Buonasera a tutti
    Sono Raffaello B. un alcolista anonimo della segreteria del sito http://www.aiutoalcolistianonimi.it. Il nostro sito si occupa del recupero di persone che bevono troppo tramite riunioni spirituali via web con il metodo dei 12 passi. Il nostro gruppo online “arcobaleno” svolge regolarmente tutti i giorni riunioni spirituali tramite un programma di video sharing testato appositamente per noi per preservare il nostro anonimato. Alle riunioni partecipano giornalmente in media circa 10 alcolisti. Ci piacerebbe iniziare una collaborazione col vostro sito tramite la pubblicazione del vostro link nella nostra home page e la pubblicazione del nostro link nella vostra home page. Inoltre se vorrete partecipare alle nostre riunioni saremmo ben felici di ascoltare le vostre preziose testimonianze per il nostro recupero. Attendo Vostre notizie. Serene 24 ore

    • emamart ha detto:

      Buongiorno, sono una giornalista e mi sono occupata delle tematiche inerenti l’alcolismo. Ok per i link, spero che i lettori del mio blog possano trovare le testimonianze di conforto e scambiare opinioni ed esperienze sul tema. A presto. Inserirò il vs link non appena avrò la possibilità di accedere a un pc.

      • Raffaello B. ha detto:

        La ringrazio per la sua disponibilità..provvederemo a inserire il vostro link in home page così che i nostri confratelli alcolisti abbiano la possibilità di accedere più agevolmente al suo blog così da poter testimoniare le loro esperienze e condividerle in questo bellissimo spazio messo a disposizione da lei..grazie mille..buon lavoro

  6. Christian ha detto:

    Salve,mi chiamo Christian e sono il segretari del gruppo online (Aiutoalcolistianonimi) mi fa piacere essere qua con lei nel condividere la mia esperienza del mio recupero,e aiutare chi come me pensava di controllare l”alcol,ma non era cosi! Sai Emanuela un bevitore sociale sa quando bere,sa quando fermarsi,sa di avere una famiglia,delle responsabilità quotidiane che ci riserva la vita ogni giorno.Ma! tutto questo che ti scrivo,per me! erano delle pagine vuote nel mio diario! La mia vita e sempre stata in bianco e nero,i colori non li vedevo,gli odori della natura per me non esistevano!Purtroppo la mia scivolata cominciava dal primo bicchiere,li si scatenava una compulsione alcolica,non riuscivo a fermarmi,non riuscivo a dire di no! Le mie dormite di notte non erano più le stesse,il pensiero dell”alcol si trasformava in ossessione,lo usavo come forza coraggiosa per vincere la timidezza,socializzavo con lui!ma mi isolavo dagli altri! Mi creavo degli alibi miei per difendere questo mio amore,l”amavo più di me,la bottiglia faceva parte di me.Dove andava l”alcol io ero con lui,poi incontrai sostanze più pesanti,e mi resi conto che dipendevo da tutto ciò che si chiama sballo! sballo uguale dimenticare,dimenticare era scappare da dovere! Amore? figurati! già sono nato con un padre alcolista e i problemi famigliari erano la mia crescita! per questo amavo l”alcol, lui mi aiutava nella sofferenza famigliare. Ma quando non si controlla se stessi?mi trovai in carcere,finito,solo,nel punto di morte,isolato da tutti. Li dopo un po di tempo anche se ero circondato dalle mura,o cominciato ad assaporare la vita,in carcere non bevevo,per questo ero libero ma mentalmente; ma fisicamente chiuso. Uscii in libertà,in poco tempo mi trovai con una figlia nelle mie mani! Ma con queste mie mani mi rovinai di nuovo,una ricaduta mi cambiò,pensavo che potevo gestire l”alcol a distanza di anni,ma la compulsione e l”ossessione non era svanita ma era ancora dentro la mia testa. In un secondo persi moglie figlia lavoro e ritornai dal punto dove o lasciato l”alcol. Ma un giorno ormai distrutto emotivamente andai a chiedere aiuto al Sert, e li mi indirizzarono al gruppo alcolisti anonimi con una frase!(se tu lo desideri di recuperarti!). Entrai in questa associazione e da loro presi fiducia in me stesso e cominciai a desiderare di uscire dalle sostanze,posso vivere senza alcol,posso vivere senza paure ma usare la prudenza,o scoperto l”amore nel gruppo! Con una semplice parola ama te stesso e amerai il mondo! la parola il condividere mi a dato la sobrietà,non o più quel senso di solitudine che me lo creava l”alcol,o ritrovato mia figlia che si chiama Valentina,o riconquistato la fiducia! o dei difetti di carattere che solo frequentando i gruppi di recupero riesco a tenerli sotto controllo,e come una medicina mentale e spirituale che solo la trovo al gruppo aiutoalclistianonimi che come gruppi sono in tutto il mondo! Dico spirito! fede! fiducia nel programma! Solo credendo e applicando un nuovo stile di vita che sono scritti nei libri di alcolisti anonimi passi! Tradizioni! Concetti! Testimonianze! riesco a stare sobrio nelle ventiquattro ore per tutta la vita,ringraziando gli alanon che grazie a questa associazzione insieme non o più quel pensiero del essere diverso! ma con umiltà siamo tutti uguali recuperati grazie Christian bruppo Arcobaleno aiutoalcolistianonimi.

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